TERMINAL SERVER ma CON FREENX
QUESTO ARTICOLO È STATO COPIATO IN TOTO DA http://blog.riminicomputer.com.
- -- - Grande guida e ben fatta. Io ho replicato la prova su una chiavetta USB da 2 gbyte , sulla quale ho installato ubuntu , partizionando una Fat 16 da 750 M, il rimanente spazio
l'ho dedicato alla casper .
ho collegato la chiavetta ad un vecchio portatile e mi sono collegato con 2 pc.
Ho utilizzato internet e scaricato la posta , navigando e senza problemi , ne di dialer ne di virus. La casper la sera viene resettata .
Grandissimo .
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buona lettura
Riporto qui la mia esperienza di installazione di un server d’aula con finalità di terminal server per 20 client piuttosto vecchiotti.
La voglia di “provare” questa configurazione m’è venuta visitando il sito http://www.nomachine.com e soprattutto effettuando il testDrive all’indirizzo http://www.nomachine.com/testdrive.php (necessario aver già installato il client per fare il testDrive): con una ADSL di base ero in grado di usare una sessione di gnome che girava su un server in Germania!
screenshot del testdrive
LO SCENARIO
Il “server” è un vecchio Pentium 4 da 2 GHz con 2 GB di RAM e un HD da 80 GB.
La distribuzione scelta è Ubuntu 6.10.
I clients sono dei Celeron 400 Mhz con 128 MB di RAM, HD da 20 GB, monitor CRT da 15”, sistema operativo win98.
Clients e server sono collegati in lan da 100 Mbit/s tramite uno switch.
CONFIGURAZIONE DEL SERVER
Nei repository standard di ubuntu non è presente la ultima versione (0.6) del server freenx (che è in grado di interfacciarsi meglio con le funzionalità avanzate della ultima versione dei client nomachine, la 1.2): ho trovato un repository su dentalonline da aggiungere all’elenco dei repository di ubuntu.
Per farlo basta aprire un terminale e digitare:
sudo nano /etc/apt/sources.list
ed aggiungere in fondo alla lista questa riga:
deb http://www.dentalonline.com/freenx/ ./
Per salvare la nuova lista dei repositori premere F2 e rispondere “Si” (oppure “yes”)
Per attivare la nuova lista di repository in un terminale digitare:
sudo apt-get update
e poi
sudo apt-get install freenx
Durante installazione viene chiesto come comportatsi con le chiavi.
La scelta di sicurezza è “custom-key”, che prevede il trasferimento su ogni client che vuole collegarsi al server NX di una “chiave” senza la quale non è possibile autenticarsi.
La chiave generata durante la installazione viene memorizzata in
/var/lib/nxserver/home/.ssh/client.id_dsa.key
e da lì deve essere poi trasferita (con una chiavetta USB, per esempio) sui vari clients da servire (vedi seguito).
Se si sbaglia qualcosa si può riconfigurare con il comando
dpkg-reconfigure freenx
È importantissimo sistemare il file /etc/nxserver/node.conf, poichè la configurazione di default permette di far partire la sessione di gnome ma di operare con parecchie limitazioni. Per editarlo in un terminale digitare:
sudo nano /etc/nxserver/node.conf
Bisogna cercare la riga che contiene COMMAND_START_GNOME e modificarla in modo che diventi:
COMMAND_START_GNOME=/etc/X11/Xsession
facendo attenzione a non lasciare il simbolo “#” posto all’inizio della riga.
Ho trovato con fatica la configurazione giusta, e non ce l’avrei mai fatta senza il suggerimento di Kanwar Ranbir Sandhu sulla lista freenx-knx.
In rete si trova più facilmente questa configurazione:
COMMAND_START_GNOME=’/usr/bin/dbus-launch –sh-syntax –exit-with-session /usr/bin/gnome-session’
Questa funziona, ma non permette di aggiornare i profili degli utenti usando Sabayon (vedere seguito).
La configurazione del server, per adesso, finisce qui.
CONFIGURAZIONE DEI CLIENT
Dal sito http://www.nomachine.com scaricare l’ultima versione del client NX (nel mio caso la versione per windows).
Installare il client NX sui PC clients (per i miei win98 basta doppio click sull’eseguibile scaricato).
Lanciare il wizard di configurazione per il client NX (sarà in avvio/programmi).
wizard nomachihne 2
Dare un nome alla sessione NX che state creando. Mettere nel campo “host” l’indirizzo IP del server NX. Lasciare il resto della schermata come default.
Scegliere UNIX/GNOME (essendo GNOME il desktop di ubuntu, altrimenti adattare al proprio caso); scegliere fullscreen come dimensione del desktop remoto (in modo che la sessione nx giri a schermo intero, adattandosi alla risoluzione del proprio schermo); decidere se crittare il traffico tra server e client (utile per evitare sniffing di dati sensibili ma con lo svantaggio di gravare sulla potenza di calcolo sia del server che del client; se la rete è cablata e ben controllata, direi che si può evitare).
Selezionare “show the advanced configuration dialog” e terminare il wizard.
Questa schermata è importantissima perchè è qui che va caricata la chiave (”key”) generata in fase di configurazione del server e trasferita sulla chiavetta USB. Cliccare su key.
Premere “import” e sfogliare il file system per caricare il file precedentemente salvato. Poi premere “Save”.
A questo punto anche il client è configurato.
Non rimane che provare il collegamento tra client e server cliccando l’icona creata sul desktop. Al primo collegamento si chiederà di confermare la chiave. Cliccare su “yes”. Godersi lo spettacolo!
ALTRE CONFIGURAZIONI: CREAZIONE E PROFILAZIONE DEGLI UTENTI
Riuscire a far girare la ubuntu su macchine vecchiotte è solo la prima delle soddisfazioni…..
Nella mia scuola ho 1000 utenti potenziali per i 20 pc collegati al server NX, e ciascuno di loro ha un nomeutente ed una password.
Per caricare sul server nx i 1000 utenti ho usato webmin.
La installazione su ubuntu è questa:
Andare su http://www.webmin.com/ e scaricare l’ultima versione nel formato tar.gz.
Estrarre l’archivio compresso con il comando:
tar xvfz webmin-*.tar.gz
Entrare nella cartella:
cd webmin-*
Lanciare il programma di installazione:
sudo ./setup.sh /usr/local/webmin
Usare le impostazioni di default o cambiarle (se si è consci di ciò che si fa). Settare una password di accesso a webmin.
Webmin è disponibile via browser all’indirizzo http://IP_DEL_SERVER_NX:10000/ (non su https perchè la installazione base non ha libreria ssl di perl, credo).
Il browser visualizza webmin solo se questo è stato avviato. Per farlo, da console digitare:
sudo /usr/local/webmin/webmin-init start
A questo punto nel menu “system” trovate la possibilità di creare gruppi (nella mia scuola docenti/studenti/tecnici/ospiti) e soprattutto un form per creare gli utenti in modo “batch”. Io l’ho sfruttato per creare 1000 utenti in un colpo solo. Prima ho creato un foglio di openoffice calc con 1000 righe di questo tipo (attenzione 1003 è il GID, ovvero il numero associato al gruppo studenti)
create:salger1a:quilapassword::1003::/home/studenti/salger1a:/bin/bash:::::
Poi le ho copiate/incollate nel form di webmin ed il gioco è stato fatto!
Un altro problema da affrontare è la “profilazione” dei 1000 utenti.



