luglio 31, 2006

Canale di Tenno

Atmosfere medievali a Canale di Tenno
Trentino, 28.07.2006.
Dal 5 al 13 agosto il piccolo borgo vicino a Riva del Garda si popola di dame, giullari e cavalieri.
Chi nelle prime due settimane di agosto passa da Canale di Tenno, piccolo borgo sopra Riva del Garda da dove si gode una bellissima vista sul lago, avrà la sensazione di compiere un salto indietro nel tempo tornando al Medioevo. Dal 5 al 13 agosto, infatti, tra i vicoli, gli archi, le antiche case in pietra e le piazzette di Canale di Tenno prende vita «Rustico Medioevo», rievocazione storica in costume di quel periodo, giunta quest’anno alla ventesima edizione. In quei giorni cavalieri, giullari e vecchi artigiani popolano il piccolo borgo che a distanza di tanti secoli ha ancora conservato perfettamente le proprie caratteristiche architettoniche.
La manifestazione propone un denso programma di iniziative con spettacoli di strada, danze e musiche, tutti dedicati al Medioevo. Non mancano, inoltre, incontri culturali, mostre e proiezioni di film ambientati nel periodo storico in questione. Giochi e animazione attendono i più piccoli. Tutti gli eventi sono inseriti nelle suggestive coreografie che abbelliscono il centro storico con colorati stendardi e fiaccole, mentre cantastorie e figuranti in costume ricreano la magia e le atmosfere di tanti secoli fa.
L’evento è anche una festa per il palato: tutte le sere a partire dalle ore 19 si possono gustare la tradizionale polenta e peveraa, piatto povero della tradizione trentina diventato un simbolo nella festa. Accanto a questi altre pietanze tipiche del tennese. Ogni sera c’è un piatto diverso, sempre accompagnato dai migliori vini della zona.

Info: 0464 554444 – www.gardatrentinonline.it

luglio 29, 2006

L'INDULTO

Riceviamo e diffondiamo notizie sulla condizione disumana e vergognosa vissuta dai detenuti del carcere di Poggioreale, situazione comune a molte altre carceri italiane.



da "Il Mattino", 10 luglio 2006

Dobbiamo espiare, ma non siamo bestie

Noi detenuti di Poggioreale continuiamo lo sciopero pacifico per amnistia
e indulto e per le condizioni in cui viviamo in questo stabilimento.
Noi sappiamo che dobbiamo espiare la nostra pena,
ma non possiamo espiarla come bestie.
Chiediamo i nostri diritti:
1) in una stanza di capienza di quattro detenuti ce ne sono nove;
2) per ogni stanza non può segnarsi a visita medica più di un detenuto,
se un altro detenuto sta male deve aspettare il giorno seguente;
3) se per caso viene il dottore non chiama tutte le visite mediche;
4) la mattina quando viene la conta e chiedi di segnarti a visita medica
o modello 13, il brigadiere ci chiede cosa dobbiamo fare,
noi vorremmo sapere se il brigadiere è anche dottore;
5) noi detenuti in fornitura per un mese abbiamo un litro di lisofer
diluito con acqua, un rotolo di carta igienica per ogni detenuto,
uno straccio per lavare il pavimento, lo spazzolone per lavare
il pavimento non lo abbiamo mai ricevuto, dobbiamo usare la scopa
per spazzare e lavare e, se ci sono scope, ci viene cambiata
dopo circa 3 o 4 mesi;
6) le nostre famiglie con i nostri figli stanno ore intere ad aspettare
per presentare i documenti per i colloqui, e questo vale anche
se piove a dirotto, o se c’è il sole che non si può respirare all’ombra;
7) quando ci chiamano per fare il colloquio, aspettiamo sette giorni
per un’ora di colloquio (ma in realtà taciamo per circa 45 minuti),
siamo intasati come bestie nella stalla;
8) noi chiediamo di andare dal barbiere, ma ci viene imposto
che deve andare un solo detenuto per ogni cella, se in cella ci sono
nove detenuti, l’ultimo deve aspettare nove mesi prima che arrivi
il suo turno, sempre se va tutto bene, perché a volte il barbiere
non viene proprio;
9) quando scendiamo a passeggio dovremmo fare due ore
di passeggio complessive, una al mattino e una pomeridiana,
ma in realtà noi come passeggio facciamo solo 45 minuti per turno;
10) quando facciamo domanda per lo psicologo e
l’educatrice non siamo mai chiamati;
11) quando andiamo in chiesa e, sarebbe la casa di Gesù,
non si riesce a capire se coloro che portano la parola di Dio
sono religiosi o sono guardie;
12) servizi igienici per modo di dire, perché di igienico
non c’è niente, ci sono celle nelle quali il gabinetto non funziona
e per lo sciacquone dobbiamo usare la bacinella;
13) non si può fare una doccia dopo cinque giorni stando in una
cella in nove detenuti, perché ci sono solo 2 finestre ma una
non si può aprire perché ci sono nove brande, non si respira
per il caldo e vi lascio immaginare come si suda;
14) i medicinali dobbiamo comprarceli noi, se vogliamo stare
un po’ meglio, poi gli infermieri mancano totalmente di professionalità,
e non si capisce se sono guardie, guappi o infermieri;
15) le guardie quando fanno la perquisizione buttano i nostri
indumenti come stracci per tutta la stanza, quando ci arriva
il pacco del colloquio, non si sa se le nostre famiglie l’hanno
trovato nella spazzatura;
16) ci sono tv che non funzionano, dovrebbero essere cambiate,
ma ci chiedono di metterle fuori dalla cella, ma poi ci vorrebbe
molto tempo per riaverla, ci sono stanze che hanno chiesto la
sostituzione della tv da quattro mesi, ma non si è mai avuto risposta;
17) a volte non si riesce a dormire e vorresti guardare la tv,
ma in realtà viene spenta a mezzanotte, mentre negli altri
stabilimenti penali non viene spenta;
18) per quanto riguarda il vitto: il latte è diluito con l’acqua,
per nove detenuti ci danno il vitto per cinque, esempio:
in nove riceviamo per cena tre confezioni di sottilette e così
ci hanno portato della mozzarella acida, noi l’abbiamo
dovuta buttare via, e non abbiamo mangiato il secondo;
19) a passeggio sembra di essere nel deserto, non c’è acqua
e il bagno non funziona. I materassi sono da vomito e scaduti,
i cuscini mi sembrano cordoli di cemento, e c’è chi la biancheria
la tiene nelle ceste della frutta. I termosifoni servono per
arredamento, visto che d’inverno non si accendono quasi mai;
20) vi siete mai chiesti perché si uccidono tanti detenuti?
Non credo, perché bisognerebbe stare in questo inferno per capirlo.
Noi possiamo dirvi che chi si uccide ha smesso di soffrire,
perché viviamo da bestie. Sicuramente andremo in paradiso,
visto che noi all’inferno già ci siamo, siamo a Poggioreal